La Torre Galfa (Macao) è solo un tassello

maggio 15, 2012 § Lascia un commento

(ContaminareTorino, Versione Zero) Image

Alle sei e mezza di mattina la polizia e i carabinieri hanno sgomberato la Torre Galfa, occupata a inizio maggio dal progetto Macao. In un’alba di maggio, le forze dell’ordine hanno posto fine all’esperienza dei lavoratori dell’arte e della conoscenza di Milano.

Lo sgombero: un evento, un frammento fra tanti altri. La vicenda milanese è un tassello di un mosaico in movimento. Una scheggia saltata via da una rottura che si dimostra sempre più profonda nel tessuto politico e culturale italiano.

Lo sgombero è anche un pretesto per la nostra scrittura; un pretesto per ripescare altri eventi, altri fenomeni esplosi nell’ultimo anno. Qui ci limitiamo ad esporli e a collegarli in una rete – flessibile, plasmabile – di rimandi.

Proponiamo un percorso fra i fatti e fra gli eventi. Ogni fatto è un appiglio su cui poggiare le mani, i piedi. Quello che è più interessante, secondo noi, non sono i fatti, ma gli spazi bianchi, le connessioni possibili. Sprazzi di politica, a Torino, potrebbero generarsi a partire dalle domande che si nascondono fra un vuoto e l’altro.

13 giugno 2011: i quattro quesiti del referendum – fra cui quello relativo alla gestione e all’affidamento dei servizi pubblici locali – raggiungono il quorum e decretano una vittoria schiacciante dei Sì.

14 giugno 2011: il Teatro Valle – storico ente pubblico dismesso di Roma – è occupato dai lavoratori della cultura e dello spettacolo. «Gli occupanti del Teatro Valle di Roma sono le Lavoratrici e i Lavoratori dello Spettacolo, cinema/teatro/danza, artisti/tecnici/operatori, stabili, precari e intermittenti che da tempo portano avanti lotte in modo diretto ed autorganizzato contro i ripetuti attacchi al mondo dell’arte e del sapere, contro i tagli alla cultura.»

Quali attacchi? Questo, per esempio.

Il modello ricorda anche i S.a.l.e Docks di Venezia. E il Nuovo Cinema Palazzo di Roma.

16 dicembre 2011: il Teatro Coppola di Catania è occupato dalle lavoratrici e dai lavoratori della cultura. «Queste azioni di disobbedienza e riappropriazione non sono il risultato della lotta di una categoria o la misura di una semplice vertenza sindacale. Nei luoghi di cultura liberati l’autogestione si fa resistenza e riscatto; pratica collettiva di rinascita sociale; sperimentazione di forme di gestione e ridistribuzione del sapere, della creatività, del lavoro. Da ognuno secondo le sue possibilità a ognuno secondo i suoi bisogni.»

2 marzo 2012: L’Ex-Asilo Filangieri, in pieno centro storico di Napoli, è occupato dal collettivo La Balena. «Diventiamo La Balena, un mammifero gigantesco capace di raccogliere in se le differenze che ci distinguono, poiché è nostra intenzione agire velocemente e con grande agilità verso la trasformazione dei criteri produttivi, delle garanzie dei lavoratori, della possibilità di aprire spazi autonomi in cui far crescere il lavoro creativo su cui è fondata ogni politica culturale. Siamo pacifici ma se attaccati ci difenderemo con tutte le nostre forze dallo svilimento del nostro lavoro e dal ricatto burocratico di funzionari della politica.»

Con relative riflessioni nate a Torino, per contaminarla.

Fine aprile 2012: l’appello del Quintostato è lanciato in rete. Chi è il quintostato? «Siamo milioni. Donne e uomini. Giovani e meno giovani. Italiani e migranti. Professionisti stagisti e apprendisti. Studenti e artisti, precari e lavoratori autonomi. Spesso siamo tutto questo e anche molto altro. A Roma si dice che siamo 300 mila. Viviamo a Milano, a Torino, a Napoli e ovunque ci sia l’economia dell’immateriale e della fornitura dei servizi.»

Gli unici soggetti torinesi a firmare l’appello sono i Knowledge Workers.

28 aprile: a Firenze si tiene la prima assemblea del Soggetto Politico Nuovo e nasce Alba. Fra i firmatari che hanno lanciato il manifesto del soggetto compaiono Mattei, Gallino, Revelli e Ginsborg.

5 maggio 2012: si tiene a Roma l’assemblea dei lavoratori indipendenti del Quintostato.

5 maggio 2012: occupazione della Torre Galfa a Milano, edificio dismesso di proprietà di Ligresti. L’occupazione e promossa da Macao.

15 maggio 2012: le forze dell’ordine sgomberano la Torre Galfa. Un’assemblea di cittadini e di lavoratori della conoscenza si tiene alle pendici del grattacielo. Ugo Mattei firma la diffida alla Prefettura, alla Questura e al Comune di Milano. E altre resistenze baluginano.

Sono solo alcune increspature dell’ultimo anno. Le domande da porre sono infinite. Proponiamo solo due ordini di problemi:

Perché Torino è del tutto marginale a questi percorsi? A che punto è il dibattito sullo stato della cultura e sui beni comuni nella città piemontese?

Quali sono i legami fra occupazioni, Quintostato e Alba? È un caso che Mattei sia fra i promotori del nuovo soggetto politico e al tempo stesso sia autore della diffida del 5 maggio e sia responsabile dei regolamenti giuridici del Teatro Valle?

Abbiamo proposto alcuni puntini. Le linee vanno collegate.

Affinché compaia la silhouette della Mole.

Sfumature di rosso acceso

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